Zampe in Salvo: i Queen contro l’animal bullismo

Pubblicato da il 10 Gennaio 2020

Il rapporto con gli animali domestici è una nicchia nelle nostre vite che si tende a mantenere riservata perché è depositaria della nostra reale anima, dell’intimità del nostro Io, il luogo più sicuro dove potersi manifestare con spontaneità.

Una dolce delicatezza che si vuol tutelare anche perché è difficile da comprendere da parte di chi con gli animali non ha avuto la fortuna di interagire e instaurare con loro una benché minima relazione e ancor di più da parte di coloro che sono anche avvezzi a schernire gli animalisti come fossero persone psicolabili, fuori di testa, con problemi emotivi, sociali e culturali e/o come fossero persone sporche, infettive, untori di scarlattina, tubercolosi, peste bubbonica e chi più ne ha più ne metta… Mi rivolgo a queste persone “ghettizzanti”: fondamentalmente, a noi, la vostra opinione scivola addosso come l’acqua di mare sui corpi unti di crema solare che, tuttavia, lascia sulla pelle quel sale che dà ancora più sapore a quello che secondo voi e fanatismo. Quindi, il consiglio che vi dò è di risparmiare fatica. E ora un consiglio alle vittime di “animal-bullismo” (fatemi passare questo termine, please): a chi vi addita di esagerazione rispondete “Queen!”. Queen, ovvero la arcinota band inglese, che si pregia (tra i vari meriti) di aver venduto oltre 300 milioni di dischi in tutto il mondo e di aver fatto 707 concerti in 26 Nazioni toccando tutti i Continenti in circa quindici anni (serve altro?), fondata da Freddie Mercury e Brian May, geni assoluti della musica mondiale. Ebbene signore e signori… tali geni indiscussi avevano ed hanno a cuore il benessere e la tutela degli animali; eppure non mi risulta che siano mai stati sbeffeggiati per tali loro nobili aspirazioni… Si sa che Freddie era un Ultras gattaro: aveva la casa piena di gatti che amava come figli e con i quali parlava al telefono quando era in giro per il mondo.

Di giorno vivevano in giardino e la sera venivano chiamati a raccolta in casa per ritirarsi nelle loro stanze. Giusto per citare qualche aneddoto, a Delilah, la sua prediletta che amava dormire a letto con lui, Freddie dedicò addirittura una canzone con il beneplacito degli altri componenti della band (“Delilah, Delilah, oh amore mio, sei irresistibile Mi fai sorridere quando sto per piangere Mi dai speranza, mi fai ridere e questo mi piace”). Quando si smarrì uno dei suoi gatti, Freddie andò in paranoia spaziale proprio come è capitato a me… Brian May ha acquistato circa trent’anni fa una tenuta in Inghilterra per crearvi un rifugio e santuario per animali selvatici feriti o malati e curarli per poi rimetterli in libertà una volta guariti. E lo ha creato in una Inghilterra ove la atavica quanto anacronistica tradizione della caccia alle volpi resiste e persiste e ove è costantemente in voga la questione dell’abbattimento dei tassi accusati di diffondere la tubercolosi tra le mucche (comunque destinate allo sfruttamento e all’uccisione da parte degli allevatori… n.d.a.). May ha dichiarato: “Quando me ne andrò, le persone mi ricorderanno senza dubbio per i Queen, ma vorrei piuttosto essere ricordato per il mio impegno nel cambiare il modo in cui ci comportiamo con le altre creature”. Potete sbraitare quanto volete ma una cosa è certa: gli animali sanno come stabilire una connessione diretta con le nostre anime, comprendendole, curandole, supportandole ed elevandole. Si dovrebbe consentire loro di entrare nelle vite degli esseri umani, cominciando a rispettarli come meritano e noi animalisti abbiamo il dovere morale, con il nostro umile esempio, di diffondere la cultura del rispetto e dell’amore per tutti gli esseri viventi: non solo per poter tutelare gli animali ma anche per poter migliorare la qualità della vita di chi ci circonda. Al grido di PIU’ QUEEN PER TUTTI!” chiudo con una domanda: chi di voi è stato vittima di animal-bullismo, come noi di Zampe in salvo? Ci farebbe piacere conoscere le vostre esperienze e disavventure. Scrivetelo a RLB!


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