Ostetrica On Air: la diastasi dei retti addominali

Pubblicato da il 31 Gennaio 2020

Ogni settimana, Amalia Allevato ci racconta l’emisfero femminile

Tra i tanti sintomi lamentati dalle Donne dopo una gravidanza, eccone alcuni che determinano l’individuazione di una patologia: dopo la gravidanza la pancia non è tornata più quella di prima;  l’addome è rilassato e si è sempre gonfie come se si fosse nuovamente incinta; dolori lombari, instabilità del bacino, incontinenza; mettendo in tensione l’addome fuoriesce una protuberanza… Ciò che spiega buona parte di questi segni e sintomi è la DIASTASI DEI RETTI ADDOMINALI.

“Diastasi” significa proprio allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue. La diastasi dei retti addominali consiste nella separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale, le quali si allargano, allontanandosi della linea mediana. Quest’ultima è formata da tessuto poco elastico ma molto resistente che, se da una parte rende molto difficile la sua rottura, dall’altra, quando questa avviene, non permette di tornare facilmente alle sue condizioni iniziali. La diastasi addominale è una conseguenza principalmente della gravidanza. La causa è dovuta allo stiramento del muscolo retto addominale, operato dall’interno, dall’utero in continuo accrescimento. La gestazione è infatti una delle cause principali della separazione dei muscoli retti addominali.

Di norma, la separazione del muscolo retto addominale si risolve entro le prime 8/12 settimane dopo il parto, fino anche a 6 mesi. Se però l’addome rilassato perdura anche dopo, se si gonfia in maniera esagerata dopo ogni pasto, se non migliora nonostante attività fisica costante o se è presente un’ernia ombelicale, è probabile che si sia in presenza di una diastasi addominale post parto. Solitamente i medici diagnosticano una diastasi addominale quando la distanza tra il muscolo retto addominale destro e quello sinistro è di circa un paio di centimetri. Una distanza inferiore viene considerata fisiologica. Come riconoscere se si ha la diastasi addominale? È possibile fare una semplice prova di autovalutazione ed internet, in questo, ci aiuta e guida molto, ma per essere certi è indicato eseguire una ecografia della parete addominale o una risonanza magnetica in quanto spesso i segni possono essere riconducibili anche a un’ernia epigastrica o a un’ernia addominale chiamata laparocele.

Prevenzione in gravidanza

Ecco alcuni semplici accorgimenti, che posso aiutare, in qualche caso, a ridurre il rischio: – attenzione alla postura correggendo posizioni errate, anche quando si cammina; – sedersi nel modo giusto con schiena dritta ed piedi ben appoggiati a terra; – sotto il controllo di un’ ostetrica esperta o di un fisioterapista eseguire una moderata attività fisica senza sforzi eccessivi e con determinati esercizi per attivare e rinforzare la parete addominale, soprattutto il muscolo trasverso, distanza tra torace e pube, bilanciamento del bacino e schiena, evitando quelli che tendono invece ad allungarla; – eseguire degli esercizi per potenziare ed allenare i muscoli del pavimento pelvico, con un’Ostetrica specializzata in Rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico. Un grande numero di donne si è riunito per parlare di diastasi, trovate su tutti i canali social la potenza della condivisione per un problema per tanti invalidante. Tra i professionisti accanto alle Donne in questa problematica, vi sono anch’io, per indirizzare, correggere e prevenire situazioni peggiorative.

A cura della Dott.ssa Amalia Allevato


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