Ostetrica On Air: ‘Il nostro San Valentino in tre’

Pubblicato da il 14 Febbraio 2020

Appuntamento settimanale con la nostra osteric, Amalia Allevato: ” Ecco come la coppia riscopre il tocco”.

Una data celebrativa, un momento in cui, come sempre, la vostra Ostetrica, vi chiede di prendervi del tempo per amarvi e per amare il cambiamento che sta realizzandosi grazie a voi.

Probabilmente è un San Valentino assolutamente nuovo: il primo in tre, con un nuovo componente da amare in arrivo. Una delle attività che propongo alle coppie, anche negli accompagnamenti alla nascita, è basata sulla “scienza del contatto”. Mamma e papà si guardano negli occhi, le mani appoggiate sul pancione: sono concentrati sull’ascolto dei movimenti che arrivano da dentro, da quel naturale marsupio che avvolge ancora per qualche mese integralmente il loro bambino. Accarezzando il ventre, sentono avvicinarsi il corpicino: il calore generato dal contatto attira il bebè, che risponde alla chiamata muovendosi e assumendo nuove posizioni.


Può sembrare un massaggio, ma non lo è: si chiama “aptonomia perinatale” e aiuta i genitori a costruire una relazione col proprio figlio prima, durante e dopo la gravidanza. L’aptonomia nasce nel 1945 dall’intuizione del medico olandese Frans Veldman, che in seguito all’esperienza della deportazione si convince che alla base dei bisogni dell’uomo ci sono l’affettività e il contatto con l’altro, indispensabili per il pieno sviluppo del potenziale umano fin dal concepimento. L’aptonomia, definita “scienza dell’affettività e delle relazioni emozionali umane”, si sviluppa negli anni come disciplina sanitaria rappresentando un supporto per gli operatori che vogliono offrire un contatto umano e amorevole al paziente per favorire uno stato di sicurezza e di autonomia nella persona, sia essa infelice, malata, morente o non ancora nata. La perinatalità è il campo in cui questa scienza ha trovato maggior riscontro.

L’aptonomia perinatale è di grande impatto emotivo e comunicativo anche e soprattutto per il papà, che non è interessato fisicamente dalla gravidanza. La mamma, nel presentare al bambino il suo papà, si rilassa ed emana ossitocina ed endorfina naturali, entrando così in un tono muscolare favorevole in cui la pancia si ammorbidisce, diventa più ampia e il bambino può assumere una posizione comoda, con un papà coinvolto psicologicamente ed emotivamente, nel vivere anche fisicamente ciò che accade fuori da lui.

Quando si arriverà al travaglio e poi al parto, i genitori che hanno praticato l’aptonomia sapranno che il contatto affettivo è analgesico: “È uno strumento potentissimo per le doglie e la fase dell’espulsione: sentendosi in squadra con il bambino e il papà, il tono muscolare della mamma è meno in allerta, meno teso, più rilassato. E quando il bimbo arriva, lo si conosce già!”. Allo stesso modo, continuare la pratica dell’aptonomia durante il primo anno di vita è garanzia di autonomia e benessere del nascituro. “La conferma affettiva espressa dalla coppia dei genitori nel corso della gravidanza sviluppa un forte senso di riconoscimento della persona-bambino. È stato riscontrato che i bebè coccolati vengono al mondo più consapevoli di se stessi, centrati nella mente e nel corpo: sono bambini allegri, curiosi, coraggiosi e ottimisti, che in molti casi mostrano capacità motorie e intellettive precoci”.

Cercate un regalo originale per questo San Valentino? L’Aptonomia sarà il vostro voucher di contatto con la novità più dolce in arrivo per voi.

A cura della Dott.ssa Amalia Allevato


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