Ostetrica On Air: ‘Il canto blues di una mamma appena nata’

Pubblicato da il 21 Marzo 2020

Ogni settimana la Dott.ssa Amalia Allevato affronta un tema dedicato all’universo femminile!

 

È un momento delicato, in cui la maternità è minacciata dall’isolamento che ci viene chiesto in questa emergenza. È di tanti familiari la paura per l’umore della neomamma, bisognosa della vicinanza e dell’assistenza dei suoi cari. Ma sintomi comuni, nel rientro a casa dopo il parto, per ogni mamma, nessuna esclusa, sono relativi ad una condizione psicologica che viene definita Maternity blues (o baby blues, che dir si voglia). È un po’ il racconto blues del nostro cambiamento corporeo, sociale, psicologico, con l’arrivo di una nuova vita a sconvolgere ciò che era prima.

Rappresenta la piú comune delle sindromi del puerperio, considerata parafisiologica, perchè sostanzialmente legata alle brusche variazioni ormonali che avvengono qualche giorno dopo il parto e perchè tende ad autolimitarsi per poi scomparire definitivamente nel giro di pochi giorni. Pur essendo generalmente benigna e di scarsa rilevanza clinica, costituisce dal punto di vista psicologico il momento in cui inizia il lavoro della maternità e si decide la sua elaborazione, in cui le angosce di separazione e di perdita sono vissute intensamente e l’incertezza sulle proprie capacità materne non ancora sperimentate é molto presente. Come un canto blues, ci racconta, questa sindrome, quel momento in cui riconosciamo la rottura del legame fusionale con il feto e l’inizio della relazione col bambino reale ed i suoi spesso incomprensibili bisogni. Il suo esordio avviene nella prima settimana dopo il parto, ma i sintomi possono perdurare fino a tre settimane. Sintomi della Maternity Blues: – Sbalzi di umore – Umore labile, con facile tendenza al pianto -Tristezza – Ansia – Mancanza di concentrazione – Sensazione di dipendenza. In questa situazione è molto importante poter condividere le esperienze provate con altre mamme e poter pianificare una buona divisione dei compiti con il compagno o i familiari stretti, oggi elemento mancante per via di questa situazione di isolamento.

Come si cura la maternity Blues? La maternity blues, data la sua transitorietà, non rende necessari interventi medici e psichiatrici specifici. Informazione, rassicurazione e supporto sono sufficienti, per far sì che la madre creda nelle proprie capacità di nutrice. E’ importante però fornire indicazioni alle dimissioni dal parto circa l’assetto di vita possibilmente da promuovere nei primi mesi dopo il parto, dando ad ogni persona del nuovo nucleo familiare dei compiti per aiutare la neomamma: – Un sonno adeguato per quantità e qualità; – Eliminazione di caffeina, nicotina ed altro; – Riduzione degli stress psicosociali; – Indicazioni al rilassamento del corpo; – Cura delle cicatrici, così da mostrare “empatia” verso il grosso sforzo operato dalla mamma.

E’ altresì importante riconoscere una maternity blues perchè il 20% delle mamme che ne soffrono svilupperà in seguito una depressione puerperale, riconoscibile anzitutto per le tempistiche: si protrae infatti oltre il mese di vita dei piccoli e necessita, invece, di assistenza psicologica. È il motivo per cui parlarne è importante, ancora prima di accedere ai presidi ospedalieri o comunque prima delle dimissioni, così da preparare anche il nucleo familiare a questi repentini cambiamenti. A questo canto blues, quindi, si risponde semplicemente con la propria presenza. Mamma appena nata, non sei sola, non lo sarai mai, avrai sempre un’Ostetrica complice che suonerà in sottofondo al tuo blues’mood.

A cura della Dott.ssa Amalia Allevato

 


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