Le chiacchiere da spiaggia – verità e bufale

Pubblicato da il 27 Luglio 2019

Con l’arrivo dell’estate arrivano anche le chiacchiere da spiaggia. Scopriamo insieme le verità e le bugie con le quali siamo cresciuti

Fin da piccoli ci hanno insegnato che non si fa il bagno dopo mangiato, che non ci si butta in acqua dopo aver messo la crema, che sotto l’ombrellone non ci si scotta e tanti altri luoghi comuni… ma non tutte le chiacchiere da spiaggia sono vere.

Ecco le bufale e le verità da spiaggia

  • La crema solare si mette al mattino e si è coperti per tutto il giorno: Falso. Per non rischiare bruciature, bisogna applicare una prima passata di crema circa mezz’ora prima di esporsi al sole, ripetendo l’operazione più volte nella giornata, specie dopo aver fatto alcune volte il bagno o quando si suda molto.
  • Con la crema solare non ci si abbronza – Falso. Un fattore di protezione adeguato ad ogni fototipo, non solo non ci impedisce di assumere un bel colore dorato, ma ci mette al riparo da dolorose scottature, da rughe e segni di foto-invecchiamento. In più, se ci scottiamo in apertura di vacanza, la pelle si squamerà e il nostro bel colore durerà di meno.
  • Sotto l’ombrellone o se è nuvoloso non ci si scotta – Falso. I raggi UV penetrano la coltre nuvolosa e vengono riflessi dalla sabbia, quindi l’ombrellone protegge poco. L’unico riparo efficace è coprire la pelle con un indumento.
  • Se si è già abbronzati non ci si scotta più – Falso. Se abbiamo già preso un po’ di colore, questo primo colorito è una protezione, ma non ci mette al riparo da scottature successive. La nostra pelle, infatti, potrà sopportare un’esposizione un po’ più prolungata, ma i raggi UV la danneggeranno comunque. La crema protettiva non va mai abbandonata, dal primo all’ultimo giorno della vacanza.
  • Se si assumono medicinali è consigliabile non esporsi al sole – Vero. Gli antibiotici richiedono di evitare l’esposizione al sole, per evitare macchie o altri inconvenienti e occorre cautela con i farmaci che si utilizzano per regolarizzare la pressione: il caldo può favorire l’ipotensione, per cui i due effetti potrebbero sommarsi.

E, in fine, la leggenda più comune, con la quale tutti fin da bambini siamo stati quasi traumatizzati:

  • Dopo aver mangiato non si può fare il bagno per almeno 3 ore. In effetti il rischio di un bagno in piena digestione è quello della congestione, una eventualità temibile e persino mortale. La verità è che tutto dipende dai tempi di digestione, che variano a seconda di quello che abbiamo mangiato e dalla temperatura dell’acqua. Se le onde o la piscina non sono gelide e non abbiamo fatto un banchetto, i tempi di attesa si riducono notevolmente. Per non correre rischi, basta immergersi gradualmente e tornare all’asciutto al primo segnale di disagio.

 

 

 


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